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Come comportarsi negli heads up sit and go

La parte più difficile in un torneo di poker è senz’altro l’heads-up, ossia quella parte di partita dove gli ultimi due avversari si scontrano uno contro l’altro per determinare il primo posto. L’heads-up è come se fosse un’altra partita parallela al resto del torneo, poiché vengono meno tutte quelle nozioni acquisite su come giocare un torneo di poker.

Una su tutti, ad esempio, è la quantità di mani da giocare, poiché se con più persone al tavolo dovevamo essere selettivi con le starting hands, in heads-up arriveremo a giocare anche il 90% delle mani totali. Scopriamo, dunque, le strategie migliori da adottare.

Variare il gioco, con aggressività…

La prima tattica da adottare è quella dell’aggressività: gli heads-up si giocano principalmente sulle debolezze dell’avversario, non sulla potenza delle nostre mani. Mosse statiche come il call o, ancora peggio, il check soprattutto da bottone, sono sconsigliatissime in un heads-up (almeno di base, poi ogni mano va contestualizzata), dove è più corretto prediligere mosse come il raise, anche re-raise se necessario.

Chiaramente è sbagliato puntare e rilanciare in continuazione, perché prima o poi il vostro avversario avrà il punto in mano o, ancora peggio, deciderà di spaventarvi con un re-raise a sua volta per smascherare il vostro bluff e portare a casa il piatto. Dovrete sempre cercare di variare il gioco e non dare punti di riferimento; in heads-up un avversario noterà più facilmente il vostro modo di giocare, poiché dovrà applicarsi e concentrarsi solo sul vostro.

Raise pre-flop è una mossa più che corretta, se le vostre carte ve lo permettono, poiché comunque vada vi sarà ugualmente tornato utile a prescindere della mossa dell’avversario: con un suo fold vi prenderete il suo buio, big o small che sia; con un call o un raise, potrete iniziare a leggere la mano dell’avversario.

Niente paura nel fold

Anche uno small blind può essere decisivo in un heads-up, dunque meglio perdere soltanto quel che si ha già puntato che anche quello che si deve ancora puntare. Non pensate di dimostrare debolezza in caso di fold dopo un re-raise dell’avversario, perché la reale debolezza è pensare di dover prendere tutti i piatti e non lasciare nulla al vostro avversario.

Sapete benissimo che non vince chi porta a casa più piatti, ma chi porta a casa quelli più corposi. Dunque se sarete abili nel portarvi a casa questi ultimi, avrete più libertà nel lasciare quelli inconsistenti al vostro avversario.

All-in al momento giusto

L’all in, invece, è una mossa fondamentale che può ribaltare le sorti di un’intera partita. Dunque, bisogna capire in quali momenti è più corretto andarci. Da chipleader è sconsigliato andare all-in con una buona mano, in quanto mossa rischiosa che permetterà all’avversario di immaginare un vostro punteggio e foldare.

Da short stack, invece, dobbiamo cercare il double up quando le nostre fiches ci consentono, eventualmente, di andare approssimativamente in pareggio con le fiches dell’avversario. Essendo una mossa rischiosa, l’all-in è da attuare quando la situazione non è diversamente risolvibile con strategia e tattica. Dovete andare all-in, diminuire lo stack dell’avversario, allungando di conseguenza il vostro, e poi adottare strategie e tattiche per abbattere lo stack dell’avversario.

Non commettete l’errore di imbattervi in all-in tardivi, perché è molto sconveniente fare double up vincendo un all-in e trovarsi ancora nella posizione di dover andare nuovamente all-in per cambiare le sorti della partita.

Da chipleader, invece, dovrete valutare il distacco dei due stack: se è elevato, il vostro avversario andrà all-in non appena vedrà una figura o due suited connectors, dunque nella maggior parte dei casi, salvo abbiate carte del tipo 5-2 off-suited, dovrete callare. Se la differenza tra i due stack è ridotta, il vostro avversario (se è sensato) andrà all-in in modo selettivo: due figure (possibilmente suited), figura+kicker alto, coppia in mano, coppia di figure, dunque fate call solamente se pensate di avere una mano competitiva.

Queste, chiaramente, sono delle semplici linee guida. Ognuno è libero di giocare come meglio crede.

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